Campobasso. Da ragazzino, correndo dietro ad un pallone, sognava di diventare un bomber famoso del calcio italiano. Un sogno sfumato poco più che ventenne: «Ho scoperto la musica lirica a 23 anni, per me è stata una folgorazione. Anzi, credo che sia importante insegnare la lirica anche nelle scuole». La vita di Nicola Ziccardi, baritono campobassano di 36 anni, cambia radicalmente. Si diploma al Conservatorio di Fermo nel 2010, nel frattempo supera l’esame da avvocato ad Ancona. Ma la laurea ad un certo punto decide di riporla nel cassetto.
Ai tribunali il giovane cantante lirico preferisce il palcoscenico. E la sua carriera, nonostante sia partito dal Molise ‘che non esiste’, inizia nei principali palcoscenici internazionali: Stati Uniti e Cina soprattutto. Da cinque anni collabora con il Tiroler Festspiele, in Austria. La sua voce è apprezzata a livello mondiale per ruoli definiti ‘brillanti’ grazie ad una voce che lui stesso definisce «agile, leggera». Il suo sogno? Cantare ovviamente alla Scala di Milano, lo storico tempio della lirica.
Nicola è tornato di recente in Molise: è il protagonista de ‘Il Barbiere di Siviglia’, l’opera lirica che ha già fatto il tutto esaurito a Oratino. Il 7 novembre sarà in scena all’auditorium della Gil, in via Milano a Campobasso, la città in cui è nato e in cui si è laureato in Giurisprudenza.  «Giocavo a calcio, poi ho iniziato a studiare giurisprudenza e canto», racconta a Primonumero. «Per tre anni nelle Marche ho fatto l’avvocato e nel frattempo ho continuato a giocare a calcio lì. A 23 anni ho iniziato a cantare per diletto, poi mi sono iscritto al Conservatorio di Fermo e mi sono diplomato nel 2010. In quello stesso anno ho superato l’esame di Stato da avvocato. Tuttavia, proprio quell’anno i concerti e le richieste sono diventati sempre di più». Nicola si trova di fronte ad una scelta: «Ho deciso di mollare il calcio e l’avvocatura per dedicarmi al canto».Tourneè e concerti si moltiplicano, lui è gettonatissimo. A settembre, a Miami, interpreta Figaro nel ‘Barbiere di Siviglia’. Sale sul palco di Savannah, in Georgia, per ‘Le nozze di Figaro’ e ‘Il conte di Almaviva’. Poi il debutto in Estremo Oriente, in Cina. «Da cinque anni – spiega il baritono – lavoro tra Austria e Germania, mentre a marzo del 2018 debutterò nella Fondazione del Teatro Verde di Pisa per interpretare Taddeo in ‘L’italiana in Algeri’. Sono già previste due repliche a Rovigo». Al tempo stesso riconosce: «Lavoro fondamentalmente all’estero:sono stato più volte in America dove ho interpretato la ‘Traviata’, ‘Il Barbiere di Siviglia’ e ‘Le nozze di Figaro’, in Cina ho interpretato il ‘Rheingold’ e ‘I Maestri cantori’. Da cinque anni collaboro con il Tiroler Festspiele, in Austria, sotto la direzione del maestro Gustav Kuhn. Con lui canterò la Boheme, l’Oratorio di Natale di Bach e ‘Il Barbiere di Siviglia’». Tra le varie esperienze professionali c’è anche una parentesi simpatica: «Ero in viaggio per Monaco per interpretare la Boheme e portavo con me dei ragazzi con Bla Bla car. La Polizia mi ha fermato al confine, i ragazzi non avevano documenti e gli agenti mi hanno trattenuto per un po’. Per dimostrare che ero un cantante ho dovuto cantare nella stazione di polizia un pezzo tratto dal Flauto magico di Mozart».Nicola ha dato il suo volto ai personaggi delle più famose opere liriche: grazie ad una voce agile e leggera, interpreta ad esempio Guglielmo in ‘Così fan tutte’, Don Giovanni nel ‘Don Giovanni’, Figaro nel ‘Barbiere di Siviglia’, Pappageno nel ‘Flauto magico’, il Conte nelle ‘Nozze di Figaro’. Una voce brillante, adatta al repertorio di Mozart, Rossini, Donizetti e Verdi. E poi incontra Sherrill Milnes in Georgia, studia con il famoso baritonoPietro Spagnoli e con Roberto Coviello. Incontra Carreras («Abbiamo cantato nello stesso teatro»). Tuttavia, c’è un modello a cui si ispira: «Luciano Pavarotti, pur essendo un tenore e non baritono come me, resta un riferimento tecnico puro, impossibile da eguagliare» Una professione che dunque lo porta non solo via dal Molise di cui sente la mancanza: «Vivendo fuori, quando torno lo apprezzo di più: il progetto del ‘Barbiere di Siviglia’ con la regista Francesca Salvatori è nato proprio per dare qualcosa alla città di Campobasso. Anche il calcio mi manca tantissimo, sono stato costretto ad abbandonarlo perché non era conciliabile con il canto: spesso sto fuori all’estero e non potrei allenarmi».Tuttavia, dal calcio Nicola ha imparato una ‘lezione’: «La mia professione – sottolinea Nicola – richiede molto sacrificio. Per fortuna, il calcio mi ha dato una forma mentis per essere umile e andare avanti con il lavoro. Nel caso del calcio, i sacrifici riguardano l’allenamento costante e le rinunce a tavola. Ma le stesse cose le ho riportate nel mondo della lirica: mangiare bene, non bere, non fumare, studiare sempre, la tecnica vocale è come se fosse una palestra da fare ogni giorno che non si può lasciare. Quindi, il sacrificio è proprio questo: non smettere mai di studiare, non mollare mai per portare avanti il proprio percorso professionale». Lavoro e sacrificio per coronare il suo sogno: «Dopo una carriera all’estero, sono sicuro di riuscire a cantare in Italia e in particolare nel tempio della lirica, la Scala di Milano. In Austria canto con dei colleghi che già lo fanno e credo che arriverà anche il mio momento. Penso di essere vicino a questo obiettivo». Sarebbe un bellissimo risultato anche per il Molise, in grado di ‘sfornare’ talenti anche nel campo della lirica.